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Pietro Da Cortona, Divina Provvidenza, Affresco, Palazzo Barberini, Roma
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Il pellegrino o vero la dichiaratione delle pitture della sala barberina. Barb. Lat. 4335
  

Il pellegrino, o vero la dichiaratione delle pitture della Sala Barberina

  

a tanta fabbrica preparati. Quando mi si fece incontro

  

un huomo, di statura più che mezzana: a i capelli canuto:

  

a gli anni, et al passo grave: all'atto pensieroso: allo sguardo

  

sereno: et al vestire disprezzato si che parea ch'altro più gli

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fosse a core che l'estremo ornato del vestir il corpo (15).

  

Questi, considerando la (16) mia stupidezza (17) indovinassi

  

agevolmente, che io fussi forestiero, e si fece a me con mani:

  

era cortese, dicendomi. Voi, s'io non sono errato, dovete

  

in queste bande giunger pellegrino, e pero avrete mes:

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tiero di chi vi significhi ciò, che non può saper chi vien

  

di lontano. Io vi veggio solo, e che da altri non può venir:

  

vi contezza; e però, si come ancor io, che nella mia giova:

  

nezza pur uscì del nido paterno, gradì gli uffici, e le

  

amorevoli avvertenze, che mi furono fatte; così offerisco

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a voi quella cognitione, che haver non potete di questo (18)

  

Palagio per voi med[e]simo. Il di fuori è nulla, a

  

paragone di ciò, che dentro si serba; et io non rifiuterò

  

d'introdurvi, quando n'habbiate talento. Io rendo al

  

saggio veglio di cotanta benignità quelle gratie maggiori,

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che per mè si possono, et accettando l'offerte, prima l'addi:

  

mandai di chi fosse quello albergo (19); et egli : Nelle pietre scol:

  

pite si veggiono le tre Pecchie(20), ch' è (21) l'insegna della gloriosa

  

famiglia Barberina; e vedetela onorata delle tre

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